Gentile direttore, scrivo questa lettera con amarezza, ma anche con la speranza che, finalmente, qualcuno voglia ascoltare la voce dei residenti della strada vicinale San Vito.
Quanto ancora dovremo convivere con disagi, allagamenti e abbandono prima che questa situazione venga considerata degna di attenzione?
Mi pongo sulla scia degli entusiasmi politici delle elezioni amministrative appena concluse, pensando, forse ingenuamente, che il fervore delle promesse, elargite dai palchi di vari Comuni, spinga a un’azione concreta.
Quella che viviamo è una condizione ormai diventata insostenibile, disegnata dal degrado, disagi continui e totale assenza di interventi adeguati.
Ci sono strade che sembrano appartenere a due città diverse pur essendo la stessa. È possibile che una parte del territorio venga curata e valorizzata mentre un’altra venga lasciata al proprio destino?
Se qualcuno si sta chiedendo quale sia strada vicinale San Vito, provi ad andare a Sogliano passando da dietro il campus scolastico di Galatina. È una zona che riguarda in qualche modo tre territori (Galatina, Cutrofiano, Sogliano, ndr). Ma quale sindaco sarà disposto a muoversi in tal senso? Righello alla mano per capire a chi compete? La differenza è evidente agli occhi di tutti: il primo tratto, quello più vicino alla città, è stato asfaltato, illuminato e reso decoroso.
Il secondo tratto, invece, continua a vivere nell’abbandono più totale da anni, come se non appartenesse allo stesso territorio comunale e come se i cittadini che vi abitano avessero diritti diversi.
I canali di scolo risultano completamente chiusi e ostruiti dalla vegetazione e dal terreno accumulato nel tempo. Basta una pioggia intensa perché l’acqua invada la carreggiata trasformandola in un vero e proprio fiume di fango.
È normale che nel 2026 una strada comunale diventi impraticabile dopo ogni temporale? In molte occasioni il passaggio diventa impossibile, con enormi disagi per residenti, lavoratori agricoli e anche per i mezzi di soccorso. La manutenzione? Ridotta a un intervento annuale fatto di rattoppi: qualche buca riempita alla meglio e poi di nuovo il nulla. Dopo poche settimane l’asfalto cede, le voragini riappaiono e la strada torna impraticabile.
Ci si chiede: questa può davvero essere definita manutenzione? Ma la domanda che molti cittadini si pongono è semplice: perché le ruspe e i mezzi comunali si vedono soltanto nelle vie centrali della città, sotto gli occhi di tutti, mentre ciò che è meno visibile viene sistematicamente ignorato?
Chi vive nelle campagne paga le tasse come tutti gli altri e merita la stessa attenzione, la stessa sicurezza e la stessa dignità. Non si può continuare a intervenire solo dove il problema è più esposto mediaticamente, lasciando intere zone periferiche nel degrado e nell’isolamento.
Chi abita lontano dal centro deve forse sentirsi un cittadino di minor valore? I cittadini chiedono risposte concrete: una manutenzione seria e definitiva della carreggiata e soprattutto una visione amministrativa che non dimentichi chi vive lontano dal centro ma resta parte integrante della comunità.
Gentile Lettera firmata, purtroppo Lei ha ragione: i tre Sindaci (o meglio i loro Assessori ai lavori pubblici e gli Uffici tecnici) si devono armare di righello e misurare sulla mappa la 'lunghezza' della rispettiva responsabilità. L'importante è che lo facciano.
Provi, intanto a mandare una pec con la Sua segnalazione a tutti e tre i comuni. Utilizzando maps.google.com potrà rilevare le posizioni delle buche che ha fotografato ed allegarle alla Sua missiva. I responsabili così non avranno più scuse. (d.v.)