Ho 25 anni e per due mesi ho trascorso le mie giornate nello stabilimento Colacem di Galatina. Non scrivo queste righe perché qualcuno me lo abbia chiesto o pagato. Le scrivo perché credo che oggi ci sia bisogno di conoscere prima di giudicare.
Sono entrato con un’idea basata soprattutto su ciò che sentivo dire. Poi ho visto la realtà dall’interno.
Nella sala centralizzata gli impianti vengono monitorati 24 ore su 24 da personale specializzato. I controlli sulle emissioni sono continui e i parametri vengono trasmessi direttamente agli enti ambientali, come ARPA Puglia.
Mi ha colpito soprattutto un aspetto: il controllo non è facoltativo.
Se alcuni valori si avvicinano ai limiti consentiti, scattano sistemi di allarme e, nei casi previsti, gli impianti vengono fermati. E fermare un impianto di questo tipo comporta costi enormi.
Personalmente ho osservato valori emissivi molto inferiori ai limiti autorizzati.
Anche sul CSS, il combustibile solido secondario ottenuto da materiali non più riciclabili, esiste molta confusione. Si tratta di una pratica prevista e promossa anche dalle politiche europee sull’economia circolare, perché permette di ridurre l’uso di combustibili fossili, limitare i rifiuti in discarica e contribuire alla riduzione delle emissioni di CO₂ nei processi produttivi.
In molti Paesi europei e in diversi cementifici italiani viene già utilizzato come combustibile alternativo. A Galatina, invece, questo sistema non viene applicato, anche per il forte dibattito che da anni accompagna questi temi sul territorio. Ed è proprio qui che spesso nasce il problema: si discute molto, ma raramente partendo da dati tecnici e da una conoscenza diretta degli impianti.
Spesso basta un breve video pubblicato sui social per generare allarmismo. Inoltre, nello stabilimento è presente anche un filtro ibrido di ultima generazione, utilizzato per migliorare ulteriormente l’abbattimento delle polveri e il controllo delle emissioni.
Non sto dicendo che l’industria non abbia impatto ambientale. Sarebbe falso. Qualsiasi attività industriale produce emissioni e consuma energia. Credo però che ambiente, lavoro e sviluppo non possano essere affrontati con slogan, paura o informazioni fuori contesto. Criticare è giusto. Controllare è necessario. Ma informarsi lo è ancora di più. Perché conoscere direttamente una realtà è molto diverso dal giudicarla senza averla mai vista.
"Conoscere direttamente una realtà è molto diverso dal giudicarla senza averla mai vista"
La testimonianze di un giovane tecnico galatinese che ha trascorso due mesi nello stabilimento Colacem di Galatina