Accanto alla tomba di Sant'Agostino una lampada realizzata da Armando Marrocco scultore galatinese

E' stata accesa il 20 giugno 2026 da Papa Leone XIV in visita a Pavia

Il 20 giugno 2026 si è svolta nel pavese, in particolare nella città di Pavia, la visita pastorale del primo Papa agostiniano della storia: Sua Santità Papa Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost.
Tra i vari impegni in programma non poteva certo mancare una sua visita nella Basilica di San Pietro in Col d’Oro, guidata da una comunità agostiniana, dove è custodita, in una imponente Arca marmorea, la tomba di Sant’Agostino, realizzata da Giovanni Balducci tra il 1362 e il 1365, contenente le preziose reliquie del santo.
L'incontro è stato voluto da Sua Santità, oltre che per venerare le spoglie di Sant’Agostino (di cui si sente figlio e discepolo ambedue- viandanti in cerca della vera pace), per salutare anche la comunità dei confratelli agostiniani che le custodiscono fin dal 723 d.C. dopo che furono traslate dalla Sardegna dal re Longobardo Liutprando.
Come accade ormai da oltre 40 anni anche in quest’occasione la comunità dei padri agostiniani, nella persona del Priore padre Franco Casagrande, ha commissionato allo scultore galatinese Armando Marrocco, una Lampada-Cero (riccamente articolata con elementi simbolici) fusa in bronzo, da posizionare sul presbiterio della Basilica, accanto all’Arca che contiene la tomba di Sant’Agostino.
Il rito dell’accensione della Lampada è stato compiuto dal Pontefice nel tardo pomeriggio dopo la breve Celebrazione della Parola e dopo aver venerato le reliquie del santo.
Essa rimarrà sempre accesa a perenne memoria della sua visita nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro.
Leone XIV accende la lampada
"Ho progettato e realizzato -spiega Armando Marrocco- un’opera scultorea in bronzo alta 122,2 cm, su cui porre il cero di fiamma viva. Sulla base circolare poggia la Porta del Paradiso attraverso la quale si entra con rami di ulivo, simbolo della pace universale (“Beati gli operatori di pace”), per giungere alla Gerusalemme Celeste racchiusa in un cubo che contiene il cero, fiamma ardente di Cristo Risorto. Sui lati del cubo ho inciso lo stemma di Leone XIV e la data  del suo passaggio a Pavia”
L’artista Armando Marrocco fa parte del gruppo di lavoro autore di molte altre importanti opere realizzate, sotto la direzione dell’ arch. Rosario Scrimieri per la Federazione Agostiniana: Presbiterio e Penitenzieria della Basilica di Santa Rita da Cascia, Sala delle confessioni per la chiesa di Sant’Anna in Vaticano e ad eventi per la ricorrenza del VI Centenario della nascita di Santa Rita (1981) del XVI Centenario della Conversione di Sant’Agostino (1986) e la Sala della Pace per il grande Giubileo del 2000.

Nella foto del titolo Armando Marrocco di spalle