"Galatina, stai diventando sempre più bella. Negli ultimi anni la nostra Città si è trasformata. Non è più solo un luogo di passaggio, ma un centro capace di attrarre artisti, visitatori e turisti da tutta Italia e oltre."
L'affermazione è del sindaco Fabio Vergine ed è apparsa in un post pubblicato su facebook a corredo di un video in cui il Primo Cittadino parla deambulando e sembra proprio convinto di ciò che va affermando.
Sarebbe bello se fosse vero. In realtà basta andare in Piazza San Pietro e poi imboccare via Vittorio Emanuele II o via Garibaldi per scoprire che il Sindaco sta parlando di una città che, soprattutto nel centro antico, negli ultimi anni è andata sempre più imbruttendosi.
Le due strade cittadine più importanti sono ridotte a "carrare" in cui camminare è un azzardo e, per la maggior parte delle ore del giorno, sono solo veri e propri depositi di sedie e tavolini.
Perfino accanto al luogo più cercato dai turisti (dopo la pasticceria Ascalone), la Cappella di San Paolo, sono ammassati tavoli e panche. E tutto questo nonostante che il Sindaco abbia delegato un "suo" consigliere comunale proprio al centro storico.
Lo spettacolo non cambia in via Siciliani e in via Cavoti.
Sarebbe interessante sapere se la Polizia Municipale abbia mai controllato se le aree pubbliche occupate dagli esercizi commerciali corrispondono a quelle concesse in uso dal Comune (c'è qualche consigliere comunale disposto a fare un'interrogazione per saperlo?).
Il colmo della bruttezza, forse sfuggito al Sindaco Vergine, lo si raggiunge con i pali di legno posti a sostegno delle scritte luminose con il testo della Pizzica di Santu Paulu. Uno riesce addirittura a deturpare il portale più bello di tutto il centro antico: quello di Palazzo Galluccio Mezio in via Vittorio Emanuele II.
"(...) a piano terra, -scriveva nel 1979 Vincenza Fortuzzi, storica dell'arte- reca incastonato un portale che per maestosità supera quello di Palazzo Vernaleone e per qualità e bellezza dell'ornato oscura il pur pregevole portale di Palazzo Gaballo.
Non mi sembra che altrove esistano lavori di tale originalità, neppure a Lecce. La fantasia dimostrata dall'anonimo artigiano può essere paragonata a quelle dei suoi colleghi siciliani che tra la fine del XVI secolo e l'inizio del XVII, si divertirono a ricoprire i conci bugnati di scaglie di pesce, foglie, ramoscelli, conchiglie, a dar loro le forme più bizzarre.
Nel portale galatinese le bugne, applicate su stipiti e archivolto scanalati, sono diventati soffici cuscini dal tessuto operato e guarniti ai lati da fiocchi.
Al centro dell'arco, tra motivi floreali e due leoni rampanti, sormontato da un cimiero e indicato da due puttini inginocchiati su una foglia, è inserito lo stemma recante nella prima metà l'arma dei Mezio".
E noi, accanto a tutto questo, siamo riusciti a piazzare un orrendo palo in legno.
Gentile Sindaco, oltre ad inneggiare alla indubbia bellezza raggiunta da Galatina nei secoli, farebbe bene ad eliminare le 'bruttezze' disseminate negli ultimi anni nei salotti buoni della nostra splendida Città.
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