Nel mezzo del cammin, la selva è più oscura che mai

Il cimitero di Galatina e i suoi viali lasciati all’incuria

Probabilmente è perché non siamo nel vivo di una campagna elettorale o ancora più semplicemente è perché i diretti interessati non sono abitudinari dei luoghi del riposo eterno.
Sta di fatto che il cimitero di Galatina si presenta in molti dei suoi viali con una vegetazione che fa di certo il suo dovere, cresce. Ma alla stesso tempo fa vedere quanto cresca anche l’incuria di chi dovrebbe avere a cuore questo luogo.
Decidere di andare a dedicare dei minuti e una preghiera ai propri cari che non ci sono più è ormai da tempo una gincana tra l’erba troppo alta che nasconde decine di deiezioni dei tanti gatti che popolano il cimitero.
Puntualmente si finisce per ritrovarsi le scarpe sporche, i pantaloni graffiati da qualche rovo e a sentire montare la rabbia di non poter godere di un momento di pace neanche lì.
Posso provare a immaginare che dedicarsi a questo possa non essere la priorità nell’amministrare la città, ma Galatina non è soltanto l’apparenza sotto gli occhi di tutti.
Galatina è soprattutto la quotidianità che vive nascosta, nell’intimo di chi ogni giorno ha piccole e importanti abitudini che meritano il rispetto e la dedizione delle grandi opere.
È da tempo che mi segnalano questo disagio, ma quel tempo sta continuando a scorrere senza un’azione concreta. Non dovrebbe partire tutto sempre da un richiamo all’ordine da parte dei cittadini.
Le cose andrebbero fatte al di là dei periodi in cui si cercano i voti e al di là di una fotocamera pronta a inquadrare il faccione di chi si prende il merito di ciò che dovrebbe rientrare nell’ordinarietà. Vediamo quanto ci metteranno adesso a sistemare le cose.