A Zygmunt Bauman la laurea ad honorem di Unisalento

Il grande pensatore ha 'inventato' e studiato a fondo la 'modernità liquida'

Venerdì 17 aprile 2015 l'Università del Salento ha conferito la laurea ad honorem in Lingue Moderne, Letterature e Traduzione Letteraria al professor Zygmunt Bauman, sulla base delle
seguenti motivazioni: «Nel corso della sua straordinaria carriera Zygmunt Bauman ha costantemente attraversato universi disparatissimi. In bilico fin dalla nascita tra culture diverse, ha successivamente vissuto e insegnato in Israele, nel Regno Unito e in moltissime altre nazioni e località. Egli è stato capace di studiare a fondo situazioni diverse, di indagare con intelligenza e con amore società dalle caratteristiche eterogenee, padroneggiandone la lingua e la cultura, mettendo costantemente in luce le occasioni e le motivazioni che spingono al dialogo i popoli e gli individui:
questo rappresenta l’essenza stessa del vivere sociale, meravigliosamente illuminato dall’opera del ricercatore».
Noto come uno dei più influenti pensatori al mondo, Zygmunt Bauman sviluppa il suo lavoro di ricerca lungo gli itinerari più cruciali per capire i cambiamenti della nostra epoca: dalla sociologia alla teoria politica, dalla filosofia alla comunicazione, dall’etica all’economia. A lui si deve la folgorante definizione di “modernità liquida”, di cui è uno dei più acuti osservatori e la cui concettualizzazione ha influenzato gli studi in tutti i campi delle scienze umane.
È autore di moltissimi libri nei quali si è occupato dei grandi temi del pensiero sociologico, quali l’analisi della modernità e postmodernità e il ruolo degli intellettuali, ma continua a tutt’oggi ad allargare il suo sguardo per mettere a fuoco le trasformazioni della sfera politica e sociale indotti dalla globalizzazione e che incidono sulla vita e le scelte di ciascun individuo. Tra i suoi saggi più famosi si possono citare: Modernità e olocausto, Modernità liquida, Amore liquido, Vita liquida, Consumo dunque sono, L’arte della vita, che lo fanno diventare sempre più noto al grande pubblico.
Nell’ambito dei suoi più recenti scritti e discorsi, tra cui la raccolta Danni collaterali, Bauman ha evidenziato anche le implicazioni più critiche della rivoluzione digitale, ovvero la “superficializzazione” delle informazioni e della comunicazione e la “fragilizzazione” dei rapporti umani. Rispetto ad altri critici, Bauman articola un importante messaggio che sottolinea come i pericoli legati alla crescente rilevanza di quello che avviene solo in tempo reale e all’espandersi della dimensione online della vita non sono il risultato delle tecnologie digitali in sé, bensì le conseguenze dello “stile di vita moderno” che vorrebbe eliminare dalle nostre vite ogni esperienza spiacevole, faticosa o sconveniente.
Nato a Poznan nel 1925, dopo il periodo di guerre, inizia la carriera accademica all’Università di Varsavia, nel 1968. È però costretto ad emigrare e si reca in Israele, dove insegna all’Università di Tel Aviv. Nel 1971 si trasferisce definitivamente in Gran Bretagna dove, dal 1972 al 1990, gli viene offerta la cattedra di sociologia all’Università di Leeds. Attualmente è professore emerito di sociologia all’Università di Leeds e all’Università di Varsavia. Nel 2010, nell’ambito della Scuola di Sociologia e Politiche Sociali dell’Università di Leeds, è stato istituito ‒ in suo onore ‒ il “Bauman Institute”, centro di ricerca e formazione dedicato all’analisi dei cambiamenti sociali nel mondo. (dalla Laudatio di Barbara Wojciechowska Bianco)

Domenica, 19 Aprile, 2015 - 00:02

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