Vie con il nome di donna

A Lecce l'interessante mostra fotografica presso l'ex Monastero dei Teatini

Il 14 aprile 2015, alle ore 18, presso l'ex Monastero dei Teatini, in via Vittorio Emanuele a Lecce, è stata inaugurata la mostra fotografica di toponomastica femminile, intitolata “La rete delle strade delle donne in Puglia”, visitabile fino al 21 c.m.. L'evento itinerante, promosso dal progetto di Toponomastica Femminile è stato aperto a Bari il 7 marzo scorso e ha fatto tappa, prima di giungere a Lecce, a Foggia e Conversano. Il prossimo 22 sarà visibile a Campi Salentina e, in seguito, presso le località che hanno abbracciato con entusiasmo idea ed evento.
Generalmente le strade sono intitolate a personaggi storici, artisti, politici, letterati etc., che hanno lasciato un segno del loro passaggio e la cui memoria è tramandata, non solo dai libri di storia, ma anche da targhe e monumenti, che dovrebbero rappresentare un monito per le generazioni future a compiere atti di valore. Poche sono, invece, le vie o le piazze (solo il 3%, se si escludono quelle dedicate alla Madonna e alle Sante) che hanno nomi femminili. Quasi a voler sottolineare, ancora una volta e ingiustamente, l'invisibilità, il silenzio e la mancata valorizzazione delle donne e del loro contributo nell'evoluzione del genere umano.
Durante l'inaugurazione dell'iniziativa, promossa dall'Associazione Toponomastica Femminile, in collaborazione con l'associazione Ripensandoci, la responsabile della mostra, la scrittrice Giulia Base, alla presenza dell'Assessore alla Cultura del Comune di Lecce, Luigi Coclite, della Consigliera di Parità della Provincia di Lecce, Filomena D'Antini, e delle rappresentanti della Fondazione Palmieri, Fidapa, Soroptimist e Ripensandoci, ha spiegato la ragione della mostra stessa. Alla base di essa c'è il desiderio di promuovere la figura femminile e sensibilizzare cittadini e amministrazioni affinché si adoperino per una più equa presenza «dei due cieli» nelle vie dei nostri paesi, incidendo sulla coscienza e sulla percezione collettiva, in tema non solo di conoscenza storica più completa, ma anche di pari opportunità. Inoltre Giulia Basile ha chiarito il significato delle reti da pescatori su cui sono state appese oltre 100 foto di targhe e piazze intitolate a donne, scattate nei comuni di tutte le province pugliesi. La rete rappresenta la sinergia di forze che servono a portare avanti quest'iniziativa e “la necessità di fare rete tra donne, per un obiettivo comune”, e oltrepassare il topos della “donna nemica della donna”. Solo attraverso il lavoro collettivo e l’unione di intenti le donne possono porre rimedio a quelle assenze che segnano, inesorabilmente, la loro attività e la loro presenza nel mondo.
L'Associazione Toponomastica Femminile è, inoltre, sostenitrice della volontà della Fondazione Palmieri di Lecce, supportata da Fidapa e Soroptimist, di dedicare una piazzetta, all'interno del centro storico di Lecce, a Luciana Palmieri, ideatrice dell'omonima Onlus e donna di grande cultura, deceduta pochi anni fa. L'Assessore Coclite ha ribadito il suo sostegno alla causa della Fondazione Palmieri e ha mostrato interesse e partecipazione nei confronti dell'iniziativa di Toponomastica Femminile, avendo egli stesso appurato, da un controllo sul territorio del comune leccese, che la presenza femminile nelle intitolazioni di strade e piazze è piuttosto esigua. Tra l’altro molti nomi maschili potrebbero essere sostituiti da quelli femminili di maggiore interesse. Ironico è, da parte dell’Assessore, il riferimento alla tendenza, nelle località marine, di omaggiare l'intera fauna ittica.
L'intervento finale della Consigliera di Parità ha sancito la proposta di una collaborazione con le Associazioni femminili presenti per promuovere un progetto di toponomastica che coinvolga le amministrazioni comunali di Lecce, affinché vengano dedicate vie a figure femminili, note e meno conosciute, anche per valorizzare e far conoscere la storia locale e poter ridurre il profondo divario tra i sessi.
La mostra è un work in progress, chissà quanti nomi mancano dalla lista e quante strade senza denominazione potrebbero essere intitolate a donne che hanno fatto tanto per il nostro paese o per il nostro territorio. Dimostrazione sono le proposte, avanzate dall’Associazione Toponomastica femminile di intestazioni a Carolina Amari, esponente di spicco delle Industrie Femminili Italiane, Carolina De Viti De Marco, che, sul finire dell’Ottocento, fondò a Maglie la Scuola di Ricamo,  Luisa Spagnoli che con le sue iniziative per migliorare le condizioni di vita dei suoi dipendenti.
Per accrescere l’elenco e il numero di immagini presenti nella mostra itinerante, fotografi del Salento se, girando per i borghi della nostra terra, trovate targhe e vie intitolate a donne fotografatele e inviatele a redazione@ripensandoci.com.

Giovedì, 16 Aprile, 2015 - 00:05

Galleria