'Taranterra', la taranta in mostra al Must

Taranterra  è il titolo della mostra dedicata al fenomeno della “taranta” ed al suo mistero che invade da secoli il territorio salentino propagandone di questo un’affascinante e suggestiva ritualità conosciuta in tutto il mondo. Le opere, esposte al MUST, provengono dalla preziosa collezione del danzatore e coreografo Toni Candeloro famosa e conosciuta nel mondo grazie alle numerose mostre ospitate in prestigiosi musei come il Mart di Rovereto, il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, il Museo di Stato di Perm, i Musei Civici Veneziani, il Museo del Teatro alla Scala ed altri. E’ ritenuta una delle collezioni più importanti nel panorama della danza, in questa mostra offre al pubblico una straordinaria raccolta di documenti e opere sul Tarantismo dal ‘5oo sino alle spedizioni di Ernesto De Martino e Diego Carpitella che esplorarono, nel 1959, il fenomeno salentino.
Documenti inediti, incisioni e reperti storici di assoluta evocazione che Toni Candeloro ha collezionato per nutrire attraverso la sua ricerca l’esigenza di conoscenza in merito alla ormai famosa “danza primitiva” che lo portò a realizzare Morso Reale una creazione che coinvolge l’arte della danza, della musica e del teatro ispirata ai simboli e ai personaggi della “taranta salentina”. La rarità dei pezzi fanno si che questa mostra ideata da Toni Candeloro e curata dallo storico del costume Federica Tornese apre un nuovo filone evocativo sulla storia ed il mistero della Taranta, del Tarantismo e della Tarantella.
Taranterra è un’idea che segna un momento di particolare interesse nel fermento “pizzica” e “taranta”, revaival che fa parlare del Salento e che investe oggi buona parte della nuova generazione. E’ una mostra che documenterà sulla cultura della “taranta” attraverso i secoli e i suoi personaggi, magari stimolerà uno spunto di riflessione in più intorno al mondo della “cultura” e dell’arte per la Taranta, sotto la spinta di questa danza che ricorda più che altro una sottomissione storica oggi in fase di trasformazione e diremmo di liberazione concettuale e corporea.

 

Domenica, 19 Luglio, 2015 - 00:05