Solo "Human"

Il murale è apparso un paio di settimane fa (in occasione della Giornata del Rifugiato) ed ha subito suscitato la curiosità di molti. Si tratta del risultato finale del laboratorio di street art, diretto da Chekos Art e Anna Kitlas, che ha visto coinvolti gli ospiti degli Sprar e dei Cas di Galatina.
Il suo titolo è "Human" ed è stato realizzato sul muro accanto all’ingresso dello stadio 'Giuseppe Specchia'. E’ dedicato a Jesse Owens, velocista olimpionico, Samia Yusuf Omar, atleta somala morta in un naufragio e Marielle Franco, attivista per i diritti civili e politica brasiliana assassinata lo scorso 14 marzo.
Le ormai inevitabili reazioni internettiane hanno dilagato sui social e, come al solito, un gruppo frequentato da galatinesi si è particolarmente distinto per la stupidità, venata di latente razzismo, di alcuni post. Il dibattito si è aperto e in molti hanno stigmatizzato la grettezza di chi ancora si affanna a distinguere gli uomini sulla base del colore della pelle o del luogo di nascita.
Galatina, per fortuna, non è come la rappresentano certi pseudo-chierici vaganti, autoproclamatisi Savonarola de' noantri, con tanto di seguito di adepti starnazzanti via web.
“Il laboratorio nasce da uno studio sulla valenza dello sport come strumento di interazione culturale -spiega Anna Caputo, presidente di Arci Lecce-  nell'ambito dei progetti di accoglienza che gestiamo a Galatina. Si è parlato anche dei grandi sportivi che hanno fatto la storia e dei diritti umani costantemente violati in tutto il mondo. Per questo si è giunti a certe figure. Abbiamo chiesto all'amministrazione comunale uno spazio adeguato per farlo divenire più bello e, con la collaborazione dell'associazione 167/b street, fatta da professionisti in questo tipo di arte, si è realizzato il murales che aggiunge valore al campo sportivo, valore estetico e valore etico.
Sarebbe bello che più luoghi delle città fossero interessati da progetti di riqualificazione come questo”.

Lunedì, 23 Luglio, 2018 - 00:07

Galleria