Si chiude oggi con i Radiodervish 'Lo sguardo di Omero'

Lo sguardo di Omero sabato 31 agosto chiude la sua IVª edizione, la prima a Roca Nuova. Il villaggio rurale, da poco ristrutturato dall’Amministrazione Comunale di Melendugno, è la casa ideale per il festival,  i suoi spazi aperti, le casette sono diventate vie e piccole agorà dove il pubblico si muove, si ferma a chiacchierare, a commentare, a dialogare, mangiando e bevendo insieme, tra un documentario, un film, un intervento. Una bella atmosfera che arriva dall’anima di questo festival che si caratterizza  per la ricerca, la promozione e la premiazione di linguaggi cinematografici qualificati e innovativi, capaci di raccontare le singolarità dei luoghi, attraverso la rilettura e la valorizzazione della loro importanza storica, artistica, archeologica e ambientale, senza mai trascurare il fascino e lo spessore antropologico delle civiltà.  Un contenitore culturale dedicato ai linguaggi cinematografici e al loro essere privilegiate chiavi di accesso tanto ai paesaggi dell’anima quanto all’anima dei paesaggi.
Sabato è la serata delle premiazioni. Ricordiamo che il Festival si compone di tre categorie, corrispondenti ciascuna ad un linguaggio cinematografico differente.
Per ognuna delle categorie è previsto un premio:
premio per il miglior documentario di taglio paesaggistico - antropologico;

  1.  premio per il miglior film che armonizzi il delicato rapporto tra l’uomo, il suo ambiente e la sua civiltà;
  2.  premio per il miglior report sulle condizioni ambientali di un luogo;

Le opere sono valutate da una giuria di 5 esperti nazionali di consolidata esperienza nel settore delle produzioni cinematografiche, del cinema documentario e dell’antropologia, giuria che anche quest’anno avrà molto da dibattere considerando l’alto livello qualitativo dei film e documentari in concorso.

 A chiudere la serata il concerto dei Radiodervish la cui musica, e storia musicale, si coniuga perfettamente con la filosofia del festival. In particolare, il nuovo album, dal titolo “Human”, 10 brani inediti che raccontano storie, pensieri ed emozioni ispirate a quest'epoca di crisi e quindi di grande opportunità, sembra essere la perfetta colonna sonora di questa edizione del festival.
“Human” perché l'obiettivo è diventare pienamente umani e oggi si sente forte il bisogno di una dimensione più umana che si è persa nel vortice delle logiche che ignorano l'umana dimensione del qui ed ora. I Radiodervish cantano i profondi cambiamenti delle nostre vite sia nella loro prospettiva privata che collettiva. Lo stile dell'album è intimo e caldo ma esplode in improvvise cavalcate ritmiche. L'universo sonoro si muove dall'acustico delle chitarre e degli strumenti etnici mediterranei fino agli eleganti inserti meditativi dell'elettronica.
La pluralità delle lingue del canto che spazia dall'italiano all'arabo passando per l'inglese e il francese, costituisce la cifra dei Radiodervish e, insieme all'originale stile melodico e ritmico, proietta questo album nell'ambito della musica d'autore del mediterraneo.
La band pugliese ha definito appieno una poetica e una visione del mondo, schierata dalla parte di quell’umanità nomade e sradicata che affolla oggi le grandi città d’Italia e d’Europa. La differenza culturale delle loro origini dà vita a canzoni che sono intese come piccoli laboratori all’interno dei quali si svelano varchi e passaggi tra oriente ed occidente, le cui tracce sono i simboli e i miti delle culture del Mediterraneo, luogo di confine che unifica nel momento stesso in cui separa.
Lo Sguardo di Omero è  promosso e sostenuto dal Comune di Melendugno - Assessorato Turismo e Spettacolo; finanziato dal Fesr – Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale e dalla Regione Puglia - Assessorato Turismo e Spettacolo; con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, del Consolato Generale Onorario di Turchia, di Apulia Film Commission, dell’Assessorato al Turismo della Provincia di Lecce .

 

 

Sabato, 31 Agosto, 2013 - 00:02