Rabbia e indignazione dopo la cerimonia di intitolazione del centro polifunzionale a Pierantonio Colazzo

Si è svolta martedì sera l’inaugurazione del centro polifunzionale intitolato a Pierantonio Colazzo. Una struttura che ancora deve essere ultimata, completamente vuota anche di quei significati per i quali è stata realizzata e destinata a quella comunità che nel giorno della sua inaugurazione era completamente assente.
L’intitolazione avvenuta ad oltre quattro anni dalla morte del concittadino e amico Pierantonio è avvenuta senza quel clamore che era auspicabile nel ricordo di una persona così speciale. La cittadinanza infatti, era completamente assente come assenti erano i parenti più stretti del commemorato. Deludente è stata la cerimonia, se così possiamo definirla. Le Autorità sono arrivate alla spicciolata come alcuni degli Amministratori con il Sindaco che attendeva, con un’aria a dir poco spaesata, che succedesse qualcosa, alla ricerca di qualcuno che reggesse il nastro da tagliare e con la necessità di chiamare a raccolta tutti a fare gruppo, come se un sentimento di vergogna aleggiasse sui partecipanti.
Quella cerimonia sarebbe potuta essere un segnale per una Città che vuole rinascere sulla base di ESEMPI DI VITA ILLUSTRI, ma invece, è stata la solita passerella politica, spoglia, fredda, buia, superficiale, frettolosa e insignificante, illuminata solo da poche lampade a cera poste lungo un camminamento ancora da piastrellare senza protezioni, senza cura e fili elettrici volanti.
Mi domando, il motivo di tanto disinteresse sta nella mancanza di sensibilità da parte di tutti o vi è altro? Chi ha organizzato questa manifestazione ha capito di cosa si stesse parlando e dell’importanza morale, etica, civile che l’evento conteneva? Si è capito veramente sino in fondo il valore del gesto fatto da Pierantonio, l’esempio e i valori che vi erano contenuti? Infine la cittadinanza è stata informata per tempo dell’importante appuntamento? La stessa famiglia di Pierantonio ne era a conoscenza?
Credo che organizzare una manifestazione di questo tipo dovesse avere un significato diverso, profondo, ricco di emozioni dove invitare le scolaresche e spiegare il GESTO di Pierantonio, condividere l’avvenimento con le autorità di Ladispoli dove Pierantonio ha vissuto per molti anni e che, immediatamente dopo la sua morte, si sono prodigate per ricordarlo, forse anche coinvolgere le autorità del Ministero per il quale ha lavorato sacrificandosi con la vita, un esempio per tanti e non uno scarno momento da consumare in fretta a uso di amministratori alla ricerca di visibilità? Di chi poi, visto che vi erano i soliti “quattro gatti”.
Nessun segno, nessun simbolo, nessuna targa a memoria hanno caratterizzato la serata, nessuna parola a ricordo del commemorato detta dai partecipanti alla manifestazione, un semplice taglio del nastro fatto fugacemente, seguito dal concerto che ha rappresentato il focus della serata.
Al partecipante rimane l’orgoglio di aver conosciuto una persona, un concittadino, un amico con il quale ha condiviso momenti bellissimi. L’orgoglioso di sapere che è morto per salvare delle vite umane che è senza dubbio il più alto valore e sacrificio che un uomo possa esprimere nella sua vita. L’orgoglio di sapere che dopo più di quattro anni dalla sua morte da Eroe, la sua Galatina finalmente intitolava una struttura in sua memoria, un ricordo a una persona, per un gesto unico. L’orgoglio di presenziare alla cerimonia di una struttura che Pierantonio avrebbe certamente apprezzato. Emozioni che si sono trasformate in rabbia. Una rabbia che lentamente si è trasformata in vergogna. Pochi gli intervenuti, insignificante la cerimonia, addirittura non vi era traccia della famiglia di Pierantonio Colazzo, vergogna di una città che non ha voluto o potuto rendere omaggio ad un eroe dei suoi tempi. Ma basta il ricordo di una persona a parere di molti eccezionale? Basta il ricordo di una città che non costruisce il futuro su coloro che hanno dato la vita per farla diventare grande?

Gentile Carmine, chi ha letto da lontano le cronache della cerimonia ha avuta netta la sensazione che qualcosa non fosse andata per il verso giusto.  "La gatta frettolosa fa i gattini ciechi" e così è accaduto all'Amministrazione Montagna. Andrea Coccioli, assessore ai lavori pubblici, ha fatto i salti mortali per rendere fruibile quella sala del futuro Centro Polifunzionale. Non si può dire che gli stessi sforzi siano stati compiuti per onorare degnamente Pierantonio Colazzo. L'intitolazione doveva essere rinviata a quando i lavori saranno terminati.
Il Sindaco, comunque la si pensi, ha fatto una brutta figura e, quel che più conta, l'ha fatta fare alla Città. Sorprende che anche, Sandra Antonica, in altri tempi molto attenta alla forma (che per le Istituzioni è sempre sostanza), in questa occasione, abbia avuto una distrazione così marchiana.
La sacrosanta indignazione di Stefania Colazzo esprime anche il grande disagio e la profonda amarezza che ha provato chi fu amico di Pierantonio ma anche chi ha scoperto l'esistenza dell'eroe di Kabul in quel tragico 27 febbraio 2010. Bisognerà correre ai ripari ma non sarà facile.   (d.v.)

E poi un giorno alla fine di viale don Bosco..

Galatina e Ladispoli per Pierantonio Colazzo, un eroe italiano

Galatina e Ladispoli unite nel nome di Pierantonio Colazzo. Crescenzo Paliotta, Sindaco della città laziale

 

Venerdì, 7 Novembre, 2014 - 00:07