Quell'accampamento davanti a Palazzo Rizzelli

Occorre riprogettare la Festa patronale. Gli sforzi dei Vigili e del Comitato organizzatore devono essere supportati da scelte politiche precise. Pensare da subito al 2014

Il 29 giugno, alle ore 18, la tenda era una sola, a due passi dal busto di Pietro Siciliani davanti all’ingresso di Palazzo Rizzelli,  provvisoria sede della 64ma Fiera di Galatina. Con pazienza il Vigile urbano si avvicinò per capire chi fosse il proprietario. Arrivò subito un ragazzo, probabilmente senegalese. In un attimo la smontò. “Ti prometto che domani mattina alle 8 non ci sarà più” –promise all’agente.  Il giorno 30 alle ore 10:45 le tende erano tre (due montate ed una, sotto forma di telo, era appesa ad un albero). Lo stesso rappresentante della Polizia Locale arrivò e le fece smontare. I proprietari di quei miseri ripari per la notte erano giovani africani, venditori di oggetti etnici su due bancarelle poste all’inizio della ‘Festa’ su corso Re d’Italia.  La stessa scena si ripetè in via Diaz sotto i portici.
Nei tre giorni dei festeggiamenti galatinesi sono in molti a trascorrere la notte sulle auto e sui furgoni che utilizzano per trasportare le merci. Accade così che, a Galatina, Piazza Alighieri, via Diaz e via Principe di Piemonte, di giorno diventano tre grandi parcheggi e di notte tre accampamenti di fortuna.
Ci sono almeno trecento persone (i posteggi assegnati sono stati 270) che, nella nostra città, trascorrono tre notti per strada.
Dove espletano i loro bisogni fisiologici questi uomini e queste donne? Dove possono dignitosamente curarsi della propria igiene? In quanti sanno che i bagni accanto al Bar delle Rose sono pubblici? Che ospiti siamo se non consentiamo a chi viene a trovarci di sentirsi a casa sua e di fare il suo lavoro al meglio?
Dobbiamo pretendere che chi opera sul nostro territorio lo faccia rispettando le regole che come comunità ci siamo dati ma anche noi dobbiamo fare la nostra parte.
Il Sindaco si è, giustamente, preoccupato del benessere degli animali che vengono esposti per la vendita. La Polizia provinciale è intervenuta per controllare che ‘il signore dei canarini e dei pesci’ rispettasse l’ordinanza e ha trovato che tutti i timbri erano a loro posto sulle carte giuste.
E agli uomini chi ci ha pensato? ‘Bastano le leggi nazionali’, è la risposta che chiunque abbia un minimo di senso civico potrebbe dare. Quelle norme, per esempio, impongono agli esercizi pubblici di mettere a disposizione dei clienti i servizi igienici. Lo fanno tutti? Quanti bagni ‘guasti’ ci sono, per tutto l’anno, nei bar di Galatina?
Oggi è l’1 luglio 2013. Mancano 362 giorni all’inizio dei festeggiamenti del 2014. Abbiamo tutto il tempo per sederci attorno ad un tavolo e ripensare la nostra ‘Festa dei Santi Pietro e Paolo’. La sensazione netta che si è avuta quest’anno è stata di un accresciuto disordine. I motivi possono essere tanti, a partire dalla distanza fra i pali delle luminarie fino alla prepotenza di certi ‘mercanti’ che scambiano i marciapiedi e le strade per i loro garage. Occorre però riflettere.
“L’anno scorso abbiamo spostato i venditori di panini al Quartiere fieristico –dice Antonio Orefice, dirigente del Settore commercio e della Polizia Locale- siamo disponibili ad accogliere ogni suggerimento”.
Quello del comandante dei vigili è un ottimo proposito ma gli amministratori non possono lavarsi le mani. Non può essere delegata ad un funzionario e ai suoi validi collaboratori una scelta politica. Essi devono sapere che tipo di ‘Festa’ vuole la città.
Il Comitato fa i salti mortali per raccogliere i fondi ma non può operare da solo. “Fino a ieri siamo riusciti a racimolare 18000 euro –informa Salvatore Patera- ma la crisi è seria. Nella zona industriale abbiamo raccolto meno della metà del solito. Il casa-casa non ha proprio funzionato”.
Occorre guardare alla festa patronale come a un’occasione promozionale oltre che economica che i nostri avi ci hanno tramandato e che abbiamo il dovere di lasciare, sempre migliorata, ai nostri figli.
Ormai conosciamo i problemi che ogni anno bisogna affrontare. Poniamoceli da subito e appuntiamoci le soluzioni. Impariamo dai nostri errori, una volta tanto.

Lunedì, 1 Luglio, 2013 - 00:07

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