Operazione 'Aspra Terra', blitz all'alba, arrestato un caporale e denunciato il datore di lavoro

È scattata all’alba di ieri la maxi operazione (Aspra Terra) che ha visto coinvolti i carabinieri della stazione di Nardò, della Compagnia di Gallipoli, del NAS e del NIL di Lecce, presso la masseria “Boncuri” di Nardò. In quella zona 22 tende del ministero dell’interno e 7 di fortuna ospitano circa 200 lavoratori extracomunitari e stagionali. La masseria rappresenta anche il punto di partenza da cui i prestatori d’opera vengono prelevati da un caporale per poi essere messi a disposizione di un datore di lavoro tra la miriade di fondi agricoli nel Salento, per la raccolta ortofrutticola.
È quanto è stato accertato in questi giorni dai carabinieri della stazione di Nardò, i quali, in abiti ed autovetture civetta, hanno effettuato alcuni servizi di osservazione, controllo e pedinamento finalizzati proprio a prevenire e reprimere il fenomeno del “caporalato”.
Proprio questo rapporto trilaterale tra operaio (prestatore d’opera) – caporale (colui che assolda, assicura e preleva la manodopera) e datore di lavoro (proprietario del fondo o dell’impresa agricola) configura la fattispecie delittuosa dell’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e per la quale, ieri, è stato arrestato in flagranza di reato un cittadino della guinea nato nel 1996, A. C..
Questi, privo di patente di guida, nelle date del 25, 26 e 27 luglio, ha prelevato con un veicolo Ford escort, adibito al trasporto di non più di 5 persone, ben 10 lavoratori extracomunitari, ammassati in condizioni assolutamente degradanti e disumane, per poi trasportarli presso un terreno ubicato in località Santa Rosa, nel comune di Sannicola, gestito da L. D. 55enne di Nardò.
A quel punto è scattato il blitz dei carabinieri, coadiuvati dal personale del Nucleo Antisofisticazione e Sanità (NAS) e del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL), i quali hanno controllato ed identificato 10 lavoratori ed hanno accertato non solo la presenza di 7 lavoratori in nero, ma soprattutto lo sfruttamento operato dal caporale  e dal datore di lavoro e gestore del fondo,  incensurato.
Il primo è stato quindi tratto in arresto in flagranza di reato per il reclutamento della manodopera, per destinarla ad attività lavorativa approfittando dell’altrui stato di bisogno in condizioni di sfruttamento; il secondo è stato denunciato in stato di libertà per l’impiego di manodopera mediante attività di intermediazione, in condizioni di sfruttamento. Per la palese e reiterata violazione della normativa in materia di lavoro e di igiene. è stato anche adottato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale e sono state elevate sanzioni per un totale di 48.168 euro.
L’arrestato, ultimate le formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Lecce. Entrambi sono indagati per il reato di caporalato di cui all’art. 603 – bis del codice penale.

Venerdì, 28 Luglio, 2017 - 00:06

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