Il CSI di Terra d’Otranto all'incontro con il Papa

Il 7 giugno a Roma, in Piazza San Pietro, 70 forse 80mila atleti, con i loro allenatori, dirigenti e famiglie hanno partecipato all’incontro del Papa con le Società Sportive. Venuti da ogni parte d'Italia a festeggiare con il Papa i 70 anni di fondazione del Centro Sportivo Italiano. "Uno spot eccezionale per il mondo dello sport", ha commentato il presidente del Coni, Giovanni Malagò, entusiasta anche per le parole di Bergoglio. Il CSI di Terra d’Otranto ha partecipato con due pullman, rinfoltendo la delegazione pugliese che ha contato ben oltre 2500 presenze.
Il villaggio dello sport allestito in Via della Conciliazione ha regalato momenti di sport a grandi e piccini; dalle irresistibili piste di atletica all’arte circense, dal volley, al basket, al calcio a 5, al karate, tutti hanno dovuto soccombere al richiamo del gioco e del mettersi in gioco, come il Papa ha voluto sottolineare, "Non vi accontentate di un pareggio, vi sprono a non chiudervi in difesa, ma a venire in attacco, a giocare insieme la nostra partita, che è quella del Vangelo".
Il presidente del CSI Massimo Achini, ha presentato al Papa un mondo coltivato con cura dal CSI da decenni: lo sport delle famiglie, dello stare insieme senza troppe ansie, con pochi soldi e scarsi impianti, ma con una grande passione. Sport da oratori e campetti parrocchiali, dove ci si diverte con poco e nessuno è mai escluso.
In una Piazza San Pietro gremita, festante e coloratissima, il Papa ha avuto parole lusinghiere per lo sport, elevandolo a risorsa necessaria della vita dei giovani. "Lo sport è una strada educatrice: io trovo tre strade per i giovani la strada dell'educazione, dello sport e del lavoro, cioè che ci siano posti di lavoro all'inizio della vita giovanile. Ma se ci sono queste tre strade, - ha detto il Papa -  io vi assicuro che non ci saranno le dipendenze, niente droga, niente alcool. Perché la scuola, lo sport e il lavoro ti portano avanti. A voi sportivi, dirigenti e uomini della politica: educazione sport e posti di lavoro!". A tutti Francesco ha chiesto di pregare per lui, "perché anche io devo fare il mio gioco, che è il vostro gioco e che è il gioco di tutta la Chiesa: pregate che io possa fare questo gioco fino al giorno che il Signore mi chiamerà a sé".
Parole commoventi e dirette che hanno incantato il mondo sportivo. Come è nel suo stile, il Papa non si è sottratto all’abbraccio degli sportivi, salutando la folla dalla Papamobile, accettando la fascia di capitano della nazionale di calcio amputati e non è parso per niente sorpreso neanche quando i giovani atleti gli hanno chiesto un selfie.
Insomma una memorabile festa, dalla quale tutti coloro che operano nel mondo dello sport tornano alle proprie realtà rinvigoriti nell’ispirazione e rinnovati nell’impegno.

 

Venerdì, 13 Giugno, 2014 - 00:04

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