Festival nazionale del libro. Anche Fausto Romano all'incontro con l'editore Lupo

Domenica 29 settembre, alle ore 20:30, presso i Giardini del “B&B Residenza Mosco”, in via Cesare Battisti 7 a Tuglie, nei pressi del Mercato Coperto (in caso di maltempo la manifestazione si sposta direttamente nel Frantoio Ipogeo del Museo della Radio – Tuglie),”TUGLIE INCONTRA – FESTIVAL NAZIONALE DEL LIBRO” dedica una serata all’editore salentino COSIMO LUPO. Ad incontrare l’editore, dopo i saluti iniziali diGianpiero Pisanello, organizzatore del Festival, MARIA NOVELLA GUARINO e MAURO BORTONE
Insieme a COSIMO LUPO, ad intervenire nel Giardino Mosco anche alcuni autori e artisti della LUPO EDITORE. In particolare, GIUSEPPE PASCALI che presenterà “IL SIGILLO DEL MARCHESE”, VITTORIA COPPOLA con il romanzo “IMMAGINA LA GIOIA”, FAUSTO ROMANO con “GRAZIE PER AVER VIAGGIATO CON NOI” e il cantautore MASSIMO DONNO che presenta il suo album d’esordio “AMORE E MARCHETTE”.
“Oltre ad autori nazionali – afferma Pisanello -  il Festival del Libro ha voluto dedicare una serata ad una grande casa editrice che lavora costantemente sul territorio salentino raggiungendo successi in tutta Italia. In particolare – continua PISANELLO - sarà una serata dedicata ad un editore che prima di tutto è innamorato della sua terra, il Salento, e che lavora costantemente alla sua crescita culturale e sociale. Cosimo Lupo rappresenta un grande professionista che lavora con umiltà e passione, diffondendo l’idea di un Salento vivo e culturalmente fervido. Con lui – conclude GIANPIERO PISANELLO - alcuni scrittori e artisti che, attraverso i propri lavori, stanno dando successo e lustro alla casa editrice salentina”.

FAUSTO ROMANO – “GRAZIE PER AVER VIAGGIATO CON NOI”
Un aeroporto di Parigi, ore 2:00. Il dottor Giorgio Severini, di ritorno da New York, a causa dell'errore della sua segretaria nel calcolare il fuso orario, è costretto ad aspettare nel freddo aeroporto francese l'arrivo della mattina successiva, per imbarcarsi per Roma col primo volo disponibile. Avendo perso il suo amato bagaglio rosso, si ritrova senza identità; e intraprende un lungo monologo interiore, che lo porta ad analizzare i luoghi e gli avvenimenti più significativi della sua vita: il presente a Roma, il ricordo della casa natale, l'adolescenza e l'iperidrosi. E sarà proprio in questa lunga notte di viaggi interiori e sorprese finali che Giorgio scoprirà che il filo che lega lo smarrimento d'un oggetto e la perdita di se stessi è sottilissimo. E, una volta spezzato quel filo, qualcosa cambia. Un viaggio interiore, che condurrà a riflessioni e a scelte inaspettate.

MASSIMO DONNO – “AMORE E MARCHETTE”
Nelle undici tracce che compongono l'esordio di Massimo Donno c'è il segno di un cantautore che conosce la materia umana, e che ama mescolare l'ironia e la poesia alla quotidianità surreale dell'amore, fino a includere non solo le atmosfere - in un dialogo costante - ma anche le voci del passato prossimo di Pier Paolo Pasolini (nel brano "Tango") o del grande Alberto Sordi (in "Bologna A.D. 2012"), mescolandole al presente delle sue suggestioni autobiografiche, come fa ad esempio nella traccia dal titolo "Il mio compleanno".
Un cantautore, Massimo Donno, che non ha paura di guardarsi e, soprattutto, guardarci dentro con il ritmo di una musica leggera e ironica. "Amore e marchette", nuova produzione dell'etichetta Ululati, vanta, tra le collaborazioni di eccellenza, quelle con Massimo Geri presente anche nel video del singolo "Amore e Marchette", realizzato dal talentuoso regista Gianni De Blasi), Nilza Costa (nel brano "Il bianco ed il nero") e Guido Sodo, nel brano intitolato "La colpa". "Massimo Donno è un gatto che salta sui tetti della canzone d'autore italiana prendendosene la parte più nobile. Come un gatto ci fa le fusa, ci conquista per poi graffiarci quando meno ce lo aspettiamo. Come un prestigiatore muove le parole tra surrealismo e neorealismo. E' una capriola, una giostra un pugno e uno sberleffo un bacio e uno schiaffo. Cartina tornasole delle nostre vite imbarcate su fragili vascelli" Oliviero Malaspina.

 GIUSEPPE PASCALI – “IL SIGILLO DEL MARCHESE”
La morte della ventottenne Beatrice Acquaviva d'Aragona – sposa di Francesco Castromediano e amatissima marchesa di Caballino – si abbatte sul feudo come una tragedia inaccettabile. Ma mentre la piccola corte salentina cade nella disperazione, c'è chi di quel lutto inatteso gioisce; don Pietro Altomonte, arrogante signorotto leccese, incarica i suoi "bravi" di recuperare i documenti che attestano i diritti dei Castromediano sui possedimenti cavallinesi, per impadronirsene.
Il crudele Ferrando e Lupo, l'uomo dal fiuto infallibile e dal tormentato passato, corrompono, intimidiscono e giungono ad uccidere per scoprire il nascondiglio di quelle carte, ma senza esito, tanto più che il segreto di don Francesco è ben altro...Nell'arco di ventisei anni, da quei primi eventi fino alla morte di Francesco Castromediano, tra storia e leggenda il racconto scorre nelle vie del borgo di Caballino e nelle campagne circostanti, tra le mura del convento voluto dalla marchesa devota a san Domenico di Guzman e nella coscienza turbata del priore padre Bonaventura, inquieto depositario di segreti propri e altrui. Nel frattempo arriva il flagello della peste a ricordare agli uomini la loro fragilità, ma anche a pareggiare i conti.
E la memoria di un amore straordinario troverà i suoi testimoni.

VITTORIA COPPOLA – “IMMAGINA LA GIOIA”
L’inquietudine fa di Eva una giovane donna schiva ma curiosa del mondo, abituata ad esprimere la propria creatività nella scrittura e a mascherare la fragilità sotto l’abbigliamento colorato che sceglie con attenzione quasi maniacale. Cresciuta nella adorata Mira e nel calore di una famiglia siciliana, tra le marmellate di nonna Annina ed esperienze di viaggio, a dispetto di tali certezze Eva nutre un’intima lesione affettiva che la rende gelosa di Pietro, il fratello minore che – dieci anni dopo di lei – ha allietato i genitori con la sua attesissima nascita. Contrariamente alla sorella, il ragazzo ha un carattere solare, sostenuto da una sfrenata passione per il calcio e arricchito dal primo amore adolescenziale. Forse è anche la percezione di questa sua forza interiore a suscitare in Eva un bisogno quasi competitivo di riscatto, il desiderio di riuscire a completare il suo romanzo, a trovare il colpo di scena, il finale perfetto che convinca un editore a pubblicarlo. È nella casa avita di Sciacca, su suggerimento di nonna Annina, che la ragazza cerca la giusta ispirazione per portare a termine la sua fatica. Ma la vita spariglia le carte e nel giro di pochi mesi la realtà si impone sulle fantasie e sul tranquillo scorrere del tempo, mentre nuove presenze e vecchi segreti spuntati da cassetti polverosi aprono gli occhi e il cuore di Eva. Dall’autrice di Gli occhi di mia figlia un’altra storia familiare, una vicenda di unione autentica, fatta di parole non dette e verità dolorose che fanno crescere.

 

Domenica, 29 Settembre, 2013 - 00:04