“Adulti e Vaccinati – Io non credo nella Scienza"

“Intrattenimento semiserio su scienze e scemenze”

Conoscenza contro bufale un tanto al chilo. Tante risate e sane riflessioni, stamane al Teatro Apollo, con lo spettacolo “Adulti e Vaccinati – Io non credo nella Scienza". In platea un pubblico molto interessato, oltre 700 studenti di sei Istituti Superiori di Lecce, Maglie e Tricase, incuriosito anche dall’accattivante sottotitolo: “Intrattenimento semiserio su scienze e scemenze”. Uno spettacolo ad alto contenuto informativo, risultato del progetto sperimentale inserito nel Piano strategico per la Promozione della Salute nelle scuole, promosso dalla Regione Puglia ed organizzato dal Servizio Igiene e Sanità Pubblica della ASL Lecce, diretto da Alberto Fedele. La Compagnia Teatri della Resistenza (regia di Dario Focardi, interpreti Iacopo Bertoni, Dario Focardi, Federico Raffaelli, Lavinia Zezza e con l’intervento di Daniele Matteo Cereda) ha portato in scena un testo teatrale nato da un’idea del prof. Pierluigi Lopalco, docente di Igiene dell'Università di Pisa. Un esperto del “ramo vaccini” chiamato a sperimentare una nuova forma di comunicazione scientifica condita con momenti di intrattenimento, leggeri eppure densi di significato. Nel mirino le fake-news, smontate con l’ironia e con un solido filo conduttore a reggere tutta la pièce: il metodo scientifico come unica garanzia per un corretto approccio alla medicina. Sorridendo, dunque, ma anche riflettendo assieme a testimoni d’eccezione pescati a piene mani nella Storia della Scienza: Galileo Galilei, Archibald Cochrane, Louis Pasteur e Robert Coch e via così. Tutti ingaggiati per ricordare che “la conoscenza è tale solo se legata all’evidenza” e per distribuire pillole di saggezza (e di buon senso) in grado di esorcizzare le bufale spacciate per verità, studiate all’università della vita, scopiazzate su internet, o frutto di complottismi in stile “Big Pharma”. Per finire con il Pastafarianesimo, la “religione del Dio Spaghetto”, ovvero la satira applicata alla scienza per riaffermare che essa “non è una fede ma parte dalla dimostrazione e dalle evidenze”. Un modo divertente, insomma, per informare correttamente gli studenti – e non solo loro – e per mettere un punto fermo sul tema quanto mai dibattuto dei vaccini. Sferzata semiseria contro chi prende troppo sul serio una certa malintesa “libertà di vaccinazione” e la paura ingiustificata dei vaccini. Una “fobia” alimentata da cattiva informazione ma anche dalla memoria corta rispetto alle malattie infettive (tubercolosi, poliomelite e tante altre) debellate grazie a quegli stessi vaccini e antibiotici capaci di far compiere un balzo in avanti alla medicina e alla vita media dell’uomo, passata da 35-40 anni a oltre 80 solo nel Ventesimo secolo. Non verità assolute ma conoscenze sperimentate, per non far circolare un virus ben peggiore: quello, etimologicamente parlando, dell’ignoranza.

Venerdì, 5 Aprile, 2019 - 00:05

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