Il lamento di quella scarpa con il tacco a spillo
Era un meriggio soleggiato. Il silenzio regnava sovrano in Piazza Orsini; neanche un battito d’ali di colombi turbava la calma dominante. La luce del sole inondava l’intero piazzale, i suoi raggi perpendicolari illuminavano il basolato rendendolo bianco come neve. Nulla lasciava presagire che da lì a poco qualcosa d’inspiegabile avrebbe attratto il mio interesse. Un gemito, appena percettibile, guadagnò la mia attenzione. Non riuscivo a individuare la provenienza: l’assenza di vento disorientava la mia percezione uditiva.





