Più o meno vent’anni
Insomma a diciott’anni l’estate portava insieme al caldo, qualche breve innamoramento, qualche breve passione, qualche breve amore che il primo venticello fresco d’autunno portava via con se. Ci sentivamo più liberi, avevamo più occasioni, c’erano più possibilità di incrociare sguardi e silenzi. Parlavamo di latino e di italiano, di futuro e di fortuna, di canzoni e di passioni. Poi verso la fine dell’estate c’era ogni giorno qualcuno che andava via, che rientrava in città ed erano saluti e promesse. Promesse di incontrarsi, di rivedersi e forse succedeva davvero, o forse no.





