"A causa della grave criticità di dotazione organica del personale medico presso l'U.O. di Ostetricia e Ginecologia del P. O. di Gallipoli, si comunica che, a partire dal 12 agosto 2026 è sospesa ogni attività di ricovero, programmato e in urgenza presso l'U. O. di Ostetricia e Ginecologia del P. O. di Gallipoli".
Con questa laconica comunicazione Gianluca Capochiani, direttore generale di Asl Lecce ha disposto la chiusura temporanea del reparto Ostetricia della 'Città bella'.
"Le donne che dovessero presentarsi autonomamente al Pronto Soccorso di Gallipoli per problematiche ostetrico-ginecologiche -ha stabilito il direttore- sono valutate e stabilizzate dal medico di Pronto Soccorso e trasferite al P. O. 'Vito Fazzi'.
La riapertura del reparto avverrà in data 19 agosto 2026 alle ore 8."
Immediata è stata la forte presa di posizione del Sindaco di Gallipoli.
"Apprendo con profonda amarezza -ha fatto sapere Flavio Fasano- la decisione del Direttore Generale della ASL Lecce, Dott. Gianluca Capochiani, di sospendere per sette giorni le attività del reparto di Ostetricia dell'ospedale di Gallipoli".
"Non amo fare polemiche, specialmente quando si parla di salute pubblica e sanità – dichiara il primo cittadino – ma la scelta della Direzione Generale non appare né opportuna, né logica. Si tratta di un provvedimento-tampone che non risolve nulla, poiché la precarietà che affligge i tre punti nascita della provincia (Scorrano, Galatina e Gallipoli) resta del tutto irrisolta". Il Sindaco solleva forti dubbi di natura strategica e assistenziale: "Mi chiedo quale senso abbia classificare la struttura di Gallipoli come ospedale di I Livello se poi non si riesce nemmeno a disporre il trasferimento temporaneo di personale da un ospedale di base come quello di Galatina.
Ancora più grave è la valutazione sui criteri di sicurezza: che logica c'è nel chiudere un reparto che può contare sul supporto vitale della Rianimazione, lasciandone invece aperto uno che ne è privo?".
Nel comunicato viene evidenziato anche il fattore critico legato al picco turistico estivo: "Sostenere che al momento vi siano solo quattro gravidanze in corso significa ignorare la realtà del territorio. In questo preciso periodo dell'anno, Gallipoli raggiunge un bacino d'utenza di almeno 150mila persone, tra cui vi sono verosimilmente donne incinte e potenziali partorienti.
Dove dovrebbero andare queste cittadine e turiste in caso di emergenza?".
Il primo cittadino sposta poi l'attenzione sui vertici politici regionali: "Non si può continuare a rinviare una scelta che appare ormai indifferibile. Ritengo che la politica dell'Assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, dovrebbe essere più coraggiosa e trasparente, specialmente quando i dati oggettivi impongono in modo inequivocabile il mantenimento e il potenziamento dell'ospedale di Gallipoli".
"A tutto il personale medico, infermieristico e sanitario del reparto va la mia piena e totale solidarietà – conclude il Sindaco – con l'auspicio che questo grave disagio rimanga rigorosamente contingentato nei sette giorni previsti. Tuttavia, sia chiaro sin da ora: a nome della città di Gallipoli, non esiterò a esprimere in modo energico e determinato la più totale contrarietà se questa scelta dovesse rivelarsi definitiva o se dovesse ripetersi in futuro. Difenderemo il nostro diritto alla salute in ogni sede".
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Chiuso per sette giorni il Reparto Ostetricia di Gallipoli. Salvo l'Ospedale di Galatina
Flavio Fasano: "Che logica c'è nel chiudere un reparto che può contare sul supporto vitale della Rianimazione, lasciandone invece aperto uno che ne è privo? (Galatina)" "Difenderemo il nostro diritto alla salute in ogni sede"