Nella giornata di oggi, domenica 19 luglio 2026, alcune partorienti in attesa di far nascere il proprio figlio nel reparto ostetricia di Galatina sarebbero state invitate a ricoverarsi in altri ospedali e, in particolare, a Lecce senza che la direzione Asl abbia emanato alcun provvedimento in merito.
"Sono gli effetti dell’accorpamento estivo dei punti nascita di Galatina e Gallipoli."
"Tagli lineari, accorpamenti di reparti e disagi per decine di pazienti. Sono giorni di attese e incertezza per il personale e l’utenza degli ospedali di Galatina e Casarano." A denunciare condizioni inammissibili di lavoro e di degenza e la chiusura di fatto di alcuni reparti, in particolare Ginecologia e Ostetricia di Galatina, sono i segretari generali di Cgil Lecce, Tommaso Moscara, ed Fp Cgil Lecce, Floriano Polimeno, che hanno intenzione di scrivere alla Commissione Sanità del Consiglio regionale per chiedere un’audizione urgente.
“La Asl dovrebbe riflettere e assumere personale, invece di affrontare la criticità della mancanza di personale ricorrendo alle scorciatoie”, dicono i sindacalisti.
L’accorpamento ha già creato disagi a lavoratori e pazienti. Il reparto di Galatina è un’eccellenza da 600 parti all’anno, nonostante le carenze d’organico.
"La chiusura di fatto a cui si assiste in questi giorni ha prodotto già un risultato: l’immediato congestionamento di Ostetricia e Ginecologia a Lecce e Gallipoli, impreparati a gestire l’imponente mole di lavoro proveniente da Galatina, e nel caso di Lecce, già oberati da una quantità ingente di parti.
Visto l’esito, Moscara e Polimeno recapiteranno un dossier alla Commissione Sanità, oltre che ai vertici dell’azienda sanitaria. “La decisione di contattare telefonicamente le partorienti che avevano programmato il parto a Galatina per dirottarne il ricovero a Lecce chiude di fatto il reparto, intasa le altre strutture soprattutto il Fazzi, lascia senza un punto di riferimento i pazienti del Centro Salento”, spiegano.
La scure colpisce anche Pediatria, il cui primario rischia di diventare perdente posto (e quindi da ricollocare altrove), in violazione delle norme contrattuali in vigore: i piccoli pazienti pediatrici della zona di Galatina di fatto devono vagare per la provincia nella speranza di trovare un posto-letto.
La contemporanea chiusura estiva di Chirurgia a Casarano determina inoltre un enorme vulnus: centinaia di pazienti saranno inviati verso altre strutture pubbliche o, molto più probabilmente per chi ha disponibilità economiche, si rivolgeranno ai privati. Con conseguenze anche sulla gestione delle urgenze e molto facilmente prevedibile intasamento del 118 di Lecce (e soprattutto di far tardi per prestazioni tempo-dipendenti).
“Sono mesi che assistiamo ad uno spettacolo indecoroso di progressivo depotenziamento della rete ospedaliera, con tagli di posti letto e di lavoro”, dicono Moscara e Polimeno. “Stentiamo a interpretare un progetto di sanità pubblica incentrato sulla tutela della popolazione salentina. Piuttosto è facilmente leggibile il processo costante di privatizzazione della sanità: andiamo verso una società in cui chi ha denaro avrà anche la possibilità di curarsi rivolgendosi alla sanità privata; tutti gli altri si arrangeranno. In provincia di Lecce interi pezzi di sanità sono già in mano ai privati: interventi di piccola Chirurgia, Urologia, Oculistica, Riabilitazione Psichiatrica e Riabilitazione fisica. È il momento di capire verso quale tipo di sanità stiamo andando e che intenzioni abbia la Regione”.
"Accorpamento di fatto di ostetricia di Galatina a quella di Gallipoli"
La Cgil di Lecce lancia l'allarme chiusura estiva del reparto del 'Santa Caterina Novella'