La scomparsa di Brizia Minerva e il suo 'amore' per Galatina

Ho appreso nella mattinata di domenica della morte della dottoressa Brizia Minerva, storica dell' arte del Museo Sigismondo Castromediano cui ero legata per via di vincoli familiari, ma soprattutto professionali.
Brizia Minerva è stata una figura di riferimento per la promozione del patrimonio artistico salentino e mi corre il dovere di ricordarla per quanto ha fatto per due beni importantissimi di Galatina.
Mi riferisco alla cappella di San Paolo e la tela in essa conservata e il polittico di Santa Caterina, oggi conservato presso il Museo Sigismondo Castromediano.
Nel 2007 scriveva un apparato critico sulla tela di San Paolo di Galatina, in corso di restauro presso il museo e del fatto che durante i lavori, fosse emersa la firma del grande pittore salentino Francesco Saverio Lillo di Ruffano e la data di esecuzione: 1795.
Brizia riportava anche la scoperta dei tre animali venefici ai piedi del santo: uno scorpione, un serpente ed una tarantola a significare che il Santo proteggeva da tutti gli animali velenosi. In questo contributo (si legga Da S. Pietro a S. Paolo La cappella delle tarantate a Galatina di Mario Cazzato. 2007) Brizia Minerva si rammaricava del grave stato di degrado in cui versava l' altare della cappella di San Paolo, un degrado che è ben lungi dall'essersi arrestato, nonostante fossero stati eseguiti interventi di restauro importanti proprio in quegli anni.
E ancora nel 2020 dava alle stampe il bellissimo lavoro sui polittici veneti conservati presso il Museo Castromediano tra cui il polittico di Santa Caterina. Un lavoro attento e meticoloso, in cui restituiva l'opera ad un contesto storico e artistico orbitante intorno alla committenza degli Orsini del Balzo. Per quel testo (L'oro, la santità e la gloria. Il restauro dei polittici veneti del Museo Castromediano) ci eravamo sentite spesso avendo io scritto una prima riflessione critica sul Titano del 2014.
Brizia Minerva è stata una storica dell'arte che ha molto amato questo territorio in tutte le sue espressioni, una persona gentile e generosa. Aperta al dialogo con i tantissimi interlocutori con cui si è interfacciata, avendone il massimo rispetto. Una figura di donna e intellettuale di cui sentiremo la mancanza