Ci sono esperienze scolastiche che lasciano un segno profondo perché capaci di trasformare l’apprendimento in partecipazione, creatività e crescita personale.
Il progetto "Segnali di equilibrio", conclusosi con la realizzazione del cortometraggio “Un’amica Vera”, è certamente una di queste.
Come Dirigente scolastica, considero questo percorso uno degli esempi più significativi di come la scuola possa farsi laboratorio di cittadinanza attiva: un luogo in cui i saperi disciplinari si intrecciano indissolubilmente con le competenze relazionali, civiche ed emotive.
Realizzato nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola — promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito insieme al Ministero della Cultura — il progetto ha unito circa trecento studenti di tre istituti partner: il Liceo Classico Statale "Francesca Capece" di Maglie, l’I.I.S.S. "Enrico Medi" di Galatone e l’I.I.S.S. "Laporta – Falcone e Borsellino" di Galatina.
Per un intero anno scolastico, i ragazzi non sono stati semplici spettatori, ma autentici protagonisti dell'industria audiovisiva. Affiancati da professionisti qualificati del settore, hanno scritto, progettato, interpretato, girato e montato un’opera cinematografica vera e propria.
Questo cammino ha permesso loro di acquisire competenze tecniche d'avanguardia, ma soprattutto di sviluppare abilità trasversali fondamentali per la vita: lavorare in gruppo, ascoltare punti di vista differenti, rispettare i ruoli, assumersi responsabilità e superare insieme gli ostacoli.
È esattamente questa la scuola che vogliamo: un ecosistema capace di educare attraverso esperienze autentiche, dove conoscenze e valori camminano di pari passo.
Il cortometraggio “Un’amica Vera”, accompagnato dal toccante sottotitolo “A volte la solitudine ha un nome”, affronta con straordinaria sensibilità una delle sfide più complesse della contemporaneità: il rapporto tra adolescenti, isolamento, mondo digitale e bisogno di relazioni autentiche.
Il racconto si focalizza sull’uso consapevole delle tecnologie, sull’importanza cruciale dell’ascolto, sul contrasto al bullismo e all’emarginazione, richiamando la necessità di costruire una comunità inclusiva, pronta a sostenere chi vive momenti di fragilità. In questo senso, il progetto si configura come un pilastro di educazione alla legalità.
Legalità non significa soltanto rispettare formalmente le regole; significa prima di tutto responsabilità, tutela della dignità umana, cittadinanza digitale e capacità di compiere scelte etiche nel quotidiano. Attraverso la forza delle immagini, il cinema si conferma così uno straordinario strumento pedagogico, capace di dialogare con i giovani usando il loro stesso linguaggio emotivo.
Il successo di questa iniziativa è il frutto di un grande lavoro di squadra. Un sentito ringraziamento va ai colleghi Dirigenti delle scuole partner, il dott. Vincenzo Melilli e la dott.ssa Anna Maria Campa, alle professoresse Luciana Pastore ed Eufemia Fantastico per la competenza e la dedizione nel coordinamento generale, e ai coordinatori dei tre istituti Luciana Merola, Corrado Corvaglia, Sabina Calsolaro e Gianluigi Antonaci.
La qualità dell'opera è stata garantita dalla direzione artistica del regista e responsabile scientifico Salvatore Della Villa, dagli sceneggiatori Rosa Menduni e Roberto De Giorgi, insieme a tutti i professionisti, i docenti tutor, le istituzioni locali e i Ministeri promotori.
Il plauso più grande va però agli studenti. Con il loro entusiasmo e la loro sensibilità hanno dimostrato che la scuola sa essere il luogo in cui il talento individuale si scopre e si mette al servizio della collettività.
“Un’amica Vera” non è solo un cortometraggio terminato, ma un patrimonio di consapevolezza che continuerà a vivere negli sguardi dei ragazzi. Quando la cultura incontra l’educazione, la scuola realizza pienamente la sua missione più alta: formare cittadini liberi, competenti e pronti a costruire una società fondata sull’empatia e sul rispetto.